Ciao Amic@,
oggi voglio portare la tua attenzione su un aspetto fondamentale che è la base di una relazione di Coaching che funziona.
Si tratta nello specifico di quella connessione che lega il Coach al suo Coachee e penso che quello che li unisce può essere utile anche nel tuo contesto professionale (e soprattutto personale).
Il mio lavoro mi offre il privilegio ogni giorno di trovarmi seduto insieme a imprenditori e professionisti, di solito perché vogliono cercare un nuovo modo per alzare ancora la loro asticella e ti confesso apertamente che questa è la parte che adoro della mia vita da Coach, perché diventare uno strumento di miglioramento per queste persone da una parte mi entusiasma e dall’altra parte fa accendere gli occhi dei miei clienti con una luce meravigliosa ed affascinante.
Prima di tutto non dobbiamo dimenticare che anche quando si parla di fare impresa, la relazione paritaria è con delle persone straordinarie, selezionate nel corso della vita e di solito hanno in comune tra di loro la voglia di contribuire con le proprie idee e la propria azienda a migliorare il mondo!
Chi come te ha deciso di fare il mestiere dell’imprenditrice o dell’imprenditore ha già dentro di sé la sacra fiamma che arde, perché il voler creare qualcosa rappresenta la realizzazione della propria energia vitale, la voglia di superare se stess@ e nella realtà dei fatti significa avere l’83% della consapevolezza del lavoro da svolgere, quindi in proporzione il resto rappresenta solo il 17% del gioco, quindi raggiungere un risultato eccellente è presto fatto, almeno così sembrerebbe.
Ma talvolta serve fare un passo indietro per farne due avanti…
Mi è capitato anche di trovare in alcuni casi una porta chiusa, in realtà mi è capitato di recente e te lo voglio raccontare perché ci sono delle esperienze che ho voglia di condividere con te e degli aspetti importanti per migliorare in futuro.
Sai chi c’era dietro a quella porta chiusa?
Si nascondeva una persona fragile che stava attraversando un momento di insicurezza, un periodo costellato da dubbi amletici e da domande al momento senza risposta.
Qui il gioco si fa duro, potremmo pensare…seguimi adesso!
Aiutare una persona in questo stato confusionale non è banale come giustamente ti può sembrare, ma ritengo che, anche da questa esperienza, emerge qualcosa di utile per me e per te:
- agire è l’unica soluzione alla crisi momentanea perché stare fermi uccide l’energia e la voglia di fare.
- qualsiasi cosa accadrà sarà un successo piuttosto che stare fermi ad aspettare che qualcosa migliori.
- Il coraggio e la passione vincono sempre sulla paura.
Infatti il virus della paura instilla nella mente il dubbio, l’incertezza e di solito gli scenari diventano sempre più tetri, soprattutto se questo maledetto intruso non viene isolato e scacciato via subito, perché la preoccupazione è il principio di una malattia che si evolve velocemente e trasforma un piccolo problema in qualcosa di più grande, almeno all’interno della testa ha la capacità di autoalimentarsi e riprodursi in fretta.
Infatti si tratta solo di una breve fase di difficoltà iniziale che divora energia ogni minuto che passa e in alcuni casi riportare il livello sopra alla soglia minima consigliata e poi ad un livello ottimale è una sfida ardua che da soli è quasi impossibile vincere, serve sempre un allenatore per riuscire a tirare fuori il meglio da se stessi o perlomeno per accelerare il processo interiore, questo è un lavoro da spogliatoio più che panchina.
Cosa accade quando una persona non riesce ad aprire la propria porta per chiedere aiuto?
La persona rimane bloccata nella sua stanza buia perché è nell’incapacità di agire, per paura di sbagliare gira a vuoto e aggiunge attività in continuazione per far vedere il tempo scorrere più in fretta ma senza trovare un vero scopo vitale se non quello di riuscire a galleggiare.
Una sorta di inganno per tenere impegnata la mente ignorando la parte più importante che è legata alla propria energia, perché più ci mettiamo in movimento, più manteniamo alto il livello della nostra energia vitale che è il nostro fuoco sacro e questa è la base del nostro equilibrio.
Capisci perchè è necessario intervenire subito?
Serve ad evitare che il proprio Coachee vada alla deriva in chissà quali pippe mentali fantasmagoriche su cui si potrebbe scrivere la sceneggiatura di un film tragicomico di successo.
L’energia non può essere né creata né distrutta, può solo essere trasformata da una forma a un’altra. Albert Einstein
L’Energia è anche la base del mio logo di Alberto Alberti Coaching®, io preferisco chiamarlo Simbolo. Se hai letto l’articolo oppure hai visto qualche mio video su Youtube sai bene di che cosa parlo, comunque se non lo hai ancora fatto, faccio un breve excursus per farti capire meglio.
Il lato inferiore del triangolo è giallo e rappresenta l’Energia, possiamo dividerla sugli aspetti fisici, mentali e spirituali ed è anche la base che poi sostiene gli altri due lati: il blu rappresenta la mente (numeri, pianificazione, organizzazione, tempo, procedure, controllo di gestione, ecc.) ed il rosso simboleggia il cuore (emozioni, benessere, relazioni, passione, famiglia, ecc.).
Solo quando questi aspetti sono connessi tra di loro e sono in equilibrio reciproco, l’Universo riesce a creare Energia e ciò significa che finalmente si riesce ad avere una vita professionale (e soprattutto personale) piena di soddisfazioni, perché in realtà siamo guidati dai propri valori profondi verso la realizzazione della propria visione, un passo alla volta, giorno dopo giorno.
E’ proprio in questi casi che al proprio fianco ci vuole qualcuno che ci guidi anche quando siamo sfiniti o abbiamo perso il focus, quando sembra che il Fato ci stia mettendo i bastoni tra le ruote e che le cose non ne vogliano proprio sapere di girare nel verso giusto.
Inizialmente può bastare un po’ di tempo per sentirsi ascoltati, poi si può iniziare a capire cosa sta succedendo, nel frattempo si può evitare di annegare perché basta lasciarsi galleggiare senza fare nulla per riprendere le forze e poi finalmente riprendere a nuotare verso la Destinazione.
La prima fase è la più complicata da accettare, in tanti mi raccontano i loro buoni motivi, mi piace tenerne memoria per evitare loro di raccontarsi balle in un’eventuale prossima volta:
- prima devo toccare il fondo per risalire.
- sono abituato a dovermela cavare da sol@.
- non voglio disturbare le altre persone.
E sai che cosa succede?
Che poi è troppo tardi per chiedere aiuto, l’isolamento è il contrario del nostro DNA di essere umani, perché ti ricordo che noi siamo animali sociali e l’unica strada è quella di trovare il coraggio per affrontare la propria debolezza, chiedere aiuto e iniziare a sbracciarsi in cerca di aiuto prima di toccare il fondo in maniera definitiva ed irrimediabile.
Si tratta semplicemente di ammettere a se stessi di non essere dei computer o dei robot, avere consapevolezza di essere umani, fare pace coi propri limiti e continuare ad utilizzare il proprio Talento e per guardare oltre.
In questi momenti di smarrimento è indispensabile qualcuno che ci illumini la nostra via per andare avanti, riuscire a farci vedere dentro di se stessi per affrontare gli ostacoli, comprendere cosa ci succede e aiutarci a superare il momento buio.
Infatti sembra normale nel mondo in cui viviamo avere l’obbligo di mantenere accesa la propria forza vitale al massimo livello 365 giorni all’anno e 24 ore su 24!
Dimmi una cosa: pensi davvero che sia possibile vivere sempre al 100%?
Lo so che siamo abituati a dover apparire perfetti, sempre sorridenti e carichi come delle molle, attenti alle parole che usiamo ed anche a quelle che non si possono usare, ma non basta mai perché si sta tendendo verso qualcosa che non esiste ed è la perfezione!
La parte più bella e che permette di essere connessi col mondo e con se stessi è quando si riesce ad accettare il fatto di essere imperfetti, di piacersi coi propri pregi ma anche coi propri difetti, quando si digerisce il fatto di essere diversi dalle altre persone, perché è questo che ci rende esseri unici e speciali!
Il peggior giudice è interiore ed è la sua impietosa autocritica che impedisce di ammettere a se stessi che c’è bisogno di una mano, che c’è bisogno di qualcuno che si prenda un po’ delle responsabilità e che alleggerisca un po’ la giornata e permetta di andare avanti con serenità e fiducia.
Di solito l’imprenditore col quale lavoro ha lo spigolo un po’ alto, è abituato a dominare il suo mondo e deve difendersi dagli attacchi esterni perché tutto quello che ha creato è iniziato da zero, la sua azienda di solito ha avuto alti e bassi ma in ogni situazione è riuscito a cavarsela a qualunque costo, perché è l’uomo che non deve chiedere mai ed ammettere di avere bisogno di una mano e come prendere un calcio nelle balle!
Io non ti propongo di riprendere in mano la tua Vita in 10 giorni, di ottenere tutto quello che vuoi in 1 mese, ma ti voglio dare un punto di vista diverso alle problematiche che affronti ogni giorno e garantirti di migliorare la tua vita professionale e soprattutto personale in un tempo che definiremo insieme a partire da subito, fin dalla tua prima Sessione, di solito su una base di 3-6-9-12 mesi di lavoro insieme.
Se vuoi sapere come posso aiutarti a diventare il vero Coach di te stesso, se vuoi far crescere la tua attività, rendere autonomo il tuo equipaggio, contattami con fiducia per sapere come posso aiutarti.
Dal 2015 ad oggi ho aiutato più di 800 persone, ho svolto con loro più di 7834 ore di Sessioni di Coaching e se non hai chiaro cosa posso fare per te, cerco di riassumerlo:
- Sono uno strumento nelle tue mani per unire i puntini, per aiutarti a realizzare concretamente le tue aspirazioni.
- Sarò la tua spina nel fianco, quello che ti impedirà di fermarti quando sarai ad un passo dalla tua vetta.
- Sono quello che ti sprona ad agire sempre, anche quando la decisione da prendere ti farà cagare addosso!
- Sono quello che va oltre alla paura di perdere un cliente, la mia priorità sei tu cliente a qualsiasi costo.
- Faccio tutto esclusivamente per il tuo bene, anche a rischio di farti incaxxare!
- Sono quello che diventerà il tuo migliore amico..
- Sono quello da maledire all’inizio perché ti metteva scomodo, ma anche quello da abbracciare mentre festeggiamo insieme i tuoi risultati straordinari raggiunti.
#AvantiTutta??
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